Torna al Gruppo



Giovanni Gardini

>Annunciazioni
opere di Rachele Biaggi
Santa Maria Maggiore 25 marzo – 25 aprile 2006
a cura di Giovanni Gardini

“Il Mistero ha scelto di entrare nella storia dell’uomo con una storia identica a quella di qualsiasi uomo: vi è entrato per ciò in modo impercettibile, senza nessuno che lo potesse osservare e registrare. Ad un certo punto si è posto e per chi lo ha incontrato quello è stato il grande istante della sua vita e della storia tutta”.  L. Giussani Questa non è una mostra. E’ un percorso di fede sul tema dell’Annunciazione - Incarnazione, che ci viene offerto da condividere. E’ invito ad un cammino, delineato in quattro tappe secondo quella che è l’originalissima e personale intuizione dell’artista Rachele Biaggi: il saluto, l’annuncio, l’attesa dell’angelo, l’Incarnazione del Verbo.
Dice Rachele Biaggi a proposito del suo lavoro: “Tutto ciò è iniziato come preghiera, affinché questo Mistero potesse diventare familiare alla mia vita”. Accostarsi alle annunciazioni della Biaggi  è lasciarsi quindi sollecitare personalmente fino alle origini della fede.
Le sue opere sono solitamente di piccole dimensioni, decine e decine di immagini, pagine “scritte”, una sorta di diario spirituale. Tacquini, foglietti sparsi dove si susseguono le “meditazioni”; calligrafie identiche, essenziali, eppure ogni volta straordinariamente nuove; melodia dell’anima totalmente uguale e altra, sempre oltre se stessa. Una sorta di icona orientale. Immagini della soglia. Forme evocative dai colori silenziosi, che solo l’orecchio interiore, educato dalla coscienza, sa cogliere: nel  silenzio dove il miracolo si compie e disvela come dono prezioso che tutto e tutti ci ha preceduto, il Dio fatto uomo, Carne nella mia carne.
La Biaggi non firma i suoi lavori, né li data. Modalità inusuale, controcorrente, soprattutto oggi dove l’ego artistico attanaglia prepotente e vorace tanta arte contemporanea; qui si fa da parte consapevole della grazia che nel gesto artistico è stata elargita.
Queste annunciazioni meritano e necessitano di essere riviste; perché si disvelano di volta in volta. Richiedono tempo, non sono urlate; sono comunione cordiale al sentimento di Maria che custodisce nel segreto il mistero della grazia di Dio.
L’invito è quindi a tornare, gesto rituale del pellegrino, consapevolezza e desiderio di familiarità con il mistero di Dio.


   
   
   
   
Scrivi al Gruppo TOPOI 05